La penna degli Altri 11/01/2018 - 08:40

La Roma riparte da Nainggolan

IL TEMPO (A. AUSTINI) - cerca «il bandolo della matassa». Dov’è finito? Come si rimette in piedi questa Roma capace di volare, illudere e poi sparire nel giro di 2-3 partite? Per adesso i giocatori sono sparsi tra Maldive e Dubai, come il resto dei colleghi in serie A, da lunedì prossimo si torna a lavorare a Trigoria. Per allenare di nuovo i muscoli e curare la testa. La tattica c’entra fino a un certo punto, il tecnico è convinto che la frenata improvvisa sia dovuta a una serie di fattori mentali. Certezze che via via son venute meno, vecchi complessi e la mancanza di quel «chiodo fisso» che spinge da anni qualsiasi giocatore vesta la maglia della . A Torino ci si sente obbligati a vincere, a Roma no. Ma non ci si può arrendere e sta ragionando sulle soluzioni. Partendo da un recupero fondamentale per la sfida che alla ripresa del campionato sarà un vero proprio spareggio per la .

« sarà titolare contro l’ – annuncia l’allenatore – dopo Capodanno è stato il primo a scusarsi e a mettersi in tribuna con i dirigenti. È una scelta etico-morale per quello che è accaduto». Chiuso il caso, pensa a rimodellare la Roma sulla stessa base costruita finora. Con una parola chiave: equilibrio. «Devo lavorare dal punto di vista mentale – sottolinea a Firenze dove ha partecipato a un evento organizzato da un suo sponsor – questa squadra fino a venti giorni fa era la rivelazione e aveva fatto benissimo in . Non possiamo essere quelli visti nelle ultime gare, lavoreremo con positività, perché nel nostro ambiente si danno giudizi prima troppo buoni e adesso eccessivamente negativi. Abbiamo dimostrato di non essere ancora da scudetto ma negli ultimi mesi si sono viste ottime cose. Rimettiamoci in carreggiata e portiamo avanti il discorso ».

Fiducia a Pellegrini aspettando il ritorno del miglior , qualche piccolo accorgimento tattico mantenendo il come modulo base («un problema relativo, non posso pensare che la squadra non creda più in quello che propongo») e uno Schick da utilizzare ancora come carta di riserva fino a quando non sarà davvero pronto. «Ci aspettavamo che rendesse meglio ma diamogli tempo» chiede Eusebio, che si tiene alla larga dalle polemiche legate al mercato. «Non ho parlato con perché il mio riferimento societario è Monchi, è prematuro dire cosa decideranno a Londra. Non spetta a me dare direttive, il messaggio è chiaro: chi non ha piacere a restare…». La Roma va aggiustata rimescolando le carte già a disposizione. Per è arrivato il momento più delicato della carriera: quel «bandolo» vale il suo futuro.